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Giada
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La mwfagiada è una pietra dura mineralogicamente appartenente ai mwfqsilicati. Con il nome di giada si indicano di solito la nefrite, un silicato di mwfgcalcio e mwfwmagnesio, e la mwgagiadeite, un mwgqsilicato di sodio e alluminio. La mwggnefrite si trova in mwgwTurkestan orientale e in mwhaSiberia, nella zona del mwhqlago Baikal; mentre la giadeite proviene dalla mwhgBirmania e giunge in Cina attraverso le Province di mwhwYunnan e mwiaGuangdong solo nella seconda metà del XVIII secolo. Perciò tutta la giada antica è esclusivamente nefrite e spesso presenta un tono verde/verdastro.
Contents
• Note
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Definizione
La giada è una pietra ornamentale mineralogicamente appartenente ai mwjasilicati e viene principalmente dalla Cina, quasi sempre da Yunan. Spesso presenta un tono verde/verdastro per effetto della presenza del mwjqcromo, ma esiste in una diversa gamma di colori: come bianco, nero, grigio (grigio-verdastro e grigio-bluastro), fino a colori come rosso, blu, viola e anche giallo spento, ma da questo colore può prendere una non molto luminosa tonalità di verde. Con il nome di giada sono commercializzati numerosi oggetti ma, per legge, possono essere vendute come giada solo la mwjggiadeite e la mwjwnefrite (come si è dimostrato nel 1863). Il motivo di questo equivoco è dovuto al fatto che giadeite e nefrite sono specie mineralogiche difficilmente distinguibili.
Classificazione
La giada in realtà non è propriamente un minerale, ma piuttosto una pietra fatta da particolari minerali (mwmagiadeite e mwmqnefrite) distribuiti all'interno di essa in una struttura fatta da granuli molto fini e fibre intrecciate. La giadeite si forma solamente in quantità ridotte come cristallini.
Già dal principio si usava vendere altri minerali sotto la denominazione di giada; questi vennero poi denominati più appropriatamente "serpentina". La serpentina non solo ha lo stesso aspetto della giada, ma appare anche negli stessi giacimenti della giadeite e della nefrite; tuttavia è più lavorabile e meno resistente della vera e propria giada.
La giada è un minerale molto duro che viene lavorato attraverso la mwnasmerigliatura per mezzo di mwnqabrasivi. È soggetta a decolorazione e decomposizione e ha la proprietà di riscaldarsi rapidamente e di essere sonora. La vasta gamma di colori è dovuta a piccole e differenti quantità di diversi mwngossidi metallici quali il mwnwferro, mwoacromo e mwoqmanganese. I colori possono variare dal verde al bianco latte, dal marrone al grigio scuro,dal giallo al nero. La nefrite mwogSiberiana è di colore verde scuro punteggiata da piccole macchie nere, mentre la mwowgiadeite è di un colore più puro e vivo per la presenza di mwpacromo.
Usi antichi della giada
I più antichi oggetti di giada rinvenuti risalgono a circa 7.000 anni fa; per la sua durezza è stata usata anche per produrre armi da taglio(ad esempio, nell'America precolombiana era usata dai mwpwMaya per fabbricare coltelli per offerte rituali e maschere funebri come quella celebre della tomba di mwqaPakal a mwqqPalenque.
Dopo la conquista del centro mwqwAmerica da parte degli spagnoli, vi si perse l'arte dell'intaglio, mentre in mwraCina la lavorazione non ha mai avuto soste e per oltre 5.000 anni la giada venne usata per realizzare oggetti di culto; in particolare pezzi di giada venivano posti in bocca ai defunti cinesi o composti per coprire l'intero corpo con una complessa armatura a scaglie, perché si riteneva che quella pietra impedisse la decomposizione dei corpi.cite-ref-1[1] Il capo supremo del pantheon cinese è chiamato l'mwsqImperatore di Giada ed è il dio del cielo. Occorre notare che fino alla metà del Settecento in Cina veniva lavorata esclusivamente la nefrite di origine cinese mentre successivamente è iniziato l'uso della mwsggiadeite importata dalla mwswBirmania.
In mwtqInghilterra a mwtgCanterbury è stata rinvenuta un'ascia di giada risalente al 4-2000 a.C., materiale proveniente da un piccolo giacimento sulle mwtwAlpi piemontesi, poi esposta al mwuaBritish Museum cite-ref-2[2].
Impatto socioeconomico
In Cina la giada è considerata una pietra portafortuna. Estratta nelle miniere della Birmania, è sempre più richiesta dalla classe media cinese. Ma il viaggio della giada dalle miniere alle gioiellerie è fatto di sfruttamento, malattie e droga.cite-ref-3[3]
Galleria di giade cinesi
Note
cite-note-11. ↑ Damian Harper, mwlwCina, Vercelli, White Star, 2002, p. 72 cultura (mwmaLonely Planet). ISBN 978-88-6040-146-5.
cite-note-22. ↑ mwnqmwngLa storia del mondo in 100 oggetti, n.14, Adelphi, 2012, ISBN 9788845927430
cite-note-33. ↑ mwowmwpamwpqLa maledizione della giada, su mwpgInternazionale, 13 marzo 2015. mwpwURL consultato il 16 maggio 2019.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefsapere-itgiada, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) jade, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmindat(EN) Giada, su Mindat.org.